“CONTRO IL NUCLEARE”


SE POTESSI AVERE … MILLE LIRE AL MESE

DICEMBRE 2010

È il titolo della rassegna che si pone come obiettivo quello di approfondire le tematiche relative al lavoro e alla crisi dell’economia capitalista. In questi ultimi due anni una forte crisi ha investito l’economia di numerosi Paesi, modificando gli assetti internazionali sui quali si era sorretta per decenni. Nuovi profili drammatici si profilano all’orizzonte.

Purtroppo le televisioni nazionali hanno trattato la questone con un’enorme superficialità lasciando la popolazione immersa in un profondo stato confusionale.

Attraverso questi cinque film cercheremo di fare chiarezza sulle cause che hanno scatenato la crisi delle banche mondiali e le conseguenze più dirette che questo sconvolgimento planetario provoca o provocherà nel breve termine. Prima fra tutti: il lavoro.

L’industria  e l’agricoltura sono i due settori principali sul nostro territorio. Molto spesso dimenticati o lasciati in secondo piano rispetto ad un terziario molto più modernista, sono i primi a risentire di una crisi economica, il cui ordine di grandezza è calcolobile in base al numero di licenziamenti e di attività che dichiarano il fallimento. Due film in particolare, In Fabbrica e Terra Madre, ci illustreranno scenari passati, presenti e futuri, di questi due “mondi”, con l’intento di donare ad ogni cittadino che ne faccia ancora parte, una presa di coscienza del proprio ruolo, ancora fondamentale, all’interno della società.

“PRONTO? CHI PARLA?”

OTTOBRE 2010

È il titolo della rassegna incentrata sul tema dell’informazione. Carta stampata, radio, cinema televisione, internet. Fin dalle sue origini, ogni mezzo di comunicazione di massa, ha cercato di giustificare la sua esistenza proponendosi come mezzo privilegiato per la rappresentazione della realtà. Una rappresentazione “spettacolarizzata”. Un uso lecito se l’obiettivo finale è quello di veicolare una verità.

Il giornalismo si è sempre servito di questi mezzi per soddisfare il nostro desiderio di essere informati. Desiderio che è anche diritto di ogni cittadino. Ma ancora oggi, in Paesi in cui la democrazia fa rima con autocrazia, questo diritto non viene rispettato; ostacolato con ogni metodo, con l’unico scopo di favorire l’interesse di pochi.

La visione di questi film illustrerà le difficoltà di continuare a percorrere un mestiere, il giornalista, che attraverso riforme e cavilli burocratici , si vede limitare la sua libertà di espressione con conseguente compromissione del nostro diritto di conoscere la verità.

Nonostante le difficoltà, apparentemente insormontabili, un nuovo giornalismo è possibile. Mezzi di registrazione alla portata di tutti, un attivismo freelance, e il supporto di internet, saranno le carte vincenti per continuare a soddisfare la nostra sete di sapere.

“L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI SCUOLA”

“‘L’importanza di chiamarsi scuola” è il titolo di questa rassegna dedicata al tema dell’educazione e dell’istruzione pubblica. Quattro film che indagano da differenti punti di vista un ambiente che per quanto studiato, raramente riesce ad essere pienamente conosciuto. Un luogo animato da passioni, frustrazioni, speranze e delusioni. Un mondo pieno di umanità, nel quale intrattengono relazioni bambini, giovani ed adulti. Ma in una società dove conta solo ciò che serve a breve termine, educazione e istruzione sono oramai dei beni irrilevanti.

Giovedi 10 Giugno

“Non uno di meno”

un film di Zang Yimou

Dieci yuan in più. Tanto ha promesso il maestro Gao alla tredicenne Wei, prima di affidarle la sua classe per un mese; per meritarsi il premio però, l’improvvisata e sprovveduta maestrina dovra fare in modo che neanche un alunno lasci quella piccola scuola di campagna.

Venerdi 11 Giugno

“Essere e avere”

un film di Nicolas Philibert

Esistono ancora, un po’ ovunque in Francia, delle scuole a classe unica che riuniscono intorno ad un unico maestro, o ad una maestra, tutti i bambini dello stesso villaggio, dall’asilo alla quinta elementare. In parte ripiegati su sé stessi, in parte aperti al mondo esterno, questi piccoli drappelli eterogenei condividono la vita quotidiana, nella buona e nella cattiva sorte.

Giovedi 17 Giugno

“La classe”

un film di Laurent Cantet

François è un giovane professore di francese in un liceo difficile. Non esita ad affrontare i suoi studenti in stimolanti scontri verbali. Ma lo studio della democrazia può qualche volta comportare dei rischi.

Venerdi 18 Giugno

L’onda”

un film di Dennis Gansel

Per spiegare la genesi di una dittatura un professore mette in atto un singolare esperimento. Una classe di una trentina di studenti viene indotta a forme di cameratismo attraverso l’uso della disciplina, dell’uniforme, e di un gesto di riconoscimento (l’onda per l’appunto). L’esperimento finirà per sfuggirgli tragicamente di mano quando il movimento creato acquisterà vita propria.

BIUTIFUL CAUNTRI

Venedi 30 Aprile alle 0re 21:00

presso la Chiesa di San Francesco a San Vito sul Cesano

si terrà la quarta serata della rassegna “La nostra terra” con:

un film di Esmeralda Calabria, Andrea d’Ambrosio, Peppe Ruggiero

allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina, contadini che coltivano terre inquinate dalle vicine discariche… Voci e immagini di una terra violata, consumata dall’alleanza fra un Nord operoso e senza scrupoli e le nuove forme della criminalità organizzata, raccontata con immagini inedite del traffico illecito di rifiuti.

FLOW: PER AMORE DELL’ACQUA

Giovedi 22 Aprile alle 0re 21:00

presso la Chiesa di San Francesco a San Vito sul Cesano

si terrà la seconda serata della rassegna “La nostra terra” con:

un film di Irena Salina

L’inchiesta sull’oro blu. Complotti, rivelazioni, drammi che ogni giorno si vivono nel terzo e nel quarto mondo per l’acqua. Flow: per amore dell’acqua, realizzato dalla regista Irena Salina. Documenti, intrighi e conversazioni crude che mettono in luce le prepotenze subite dai poveri della terra ad opera delle multinazionali per il monopolio di una risorsa indispensabile.


“NOSTRO PANE QUOTIDIANO”

Giovedi 15 Aprile alle 0re 21:00

presso la Chiesa di San Francesco a San Vito sul Cesano

si terrà la seconda serata della rassegna “La nostra terra” con:

un film di  Nikolaus Geyrhalter



Benvenuti nel mondo della produzione industriale del cibo nelle fattorie super-tecnologiche. Il film osserva senza commentare i luoghi dove si produce il cibo in Europa : spazi monumentali, surreali scenari e suoni bizzarri., un ambiente industriale dove c’è poco spazio per l’individualismo. Persone, animali, raccolti e macchine giocano un ruolo di supporto nella logistica di questo sistema il quale fornisce lo standard di vita della nostra società.

“LA NOSTRA TERRA”

“La nostra terra” è il titolo di questa prima rassegna dedicata al nostro pianeta. Quattro film per illustrare i problemi che affettano la nostra “casa” e le conseguenze drammatiche alle quali cattive gestioni potrebbero portare. Il riscaldamento globale e la fine delle risorse non rinnovabili, la privatizzazione delle risorse idriche e la gestione dei rifiuti.  Un viaggio in Italia e nel mondo per capire cosa è ancora possibile fare; issare un argine per impedire il raggiungimento del punto di non ritorno.

SERATA INAUGURALE

Venerdi 9 Aprile alle ore 21:00 presso il teatro Mario Tiberini di San Lorenzo in Campo avverrà la presentazione dell’associazione culturale “Non uno di meno”. Interverranno i membri dell’associazione, il sindaco del paese e il consigliere provinciale alla commissione ambiente. La presentazione sarà seguita dalla proiezione del film Home di Yann Arthus – Bertrand. Primo film del ciclo “La nostra terra”.

Un grande film dedicato al pianeta Terra, composto da immagini aeree filmate in più di cinquanta paesi del mondo. Una voce fuori campo commenta il filmato, mostrando i grandi cambiamenti ambientali e sociali che la Terra sta subendo. Non si tratta di un semplice documentario ma la pellicola si avvicina ad un vero e proprio emotivamente coinvolgente. Ciò che ‘La nostra Terra’ vuole esprimere è un messaggio per salvare il mondo, un ambizioso progetto curato da Luc Besson e girato dal fotografo francese Yann Arthus-Bertrand.